Turismo enogastronomico: scenari e tendenze

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L’Italia del gusto e delle eccellenze agroalimentari è divenuta meta ambita per il turismo enogastronomico. L’enogastronomia è portavoce della tendenza attuale a considerare il nostro Paese quale luogo ideale per un turismo slow ed esperienziale. 




L’Italia è il Paese più sano al mondo grazie alla Dieta Mediterranea.

A sancirlo è il Global Health Index, la classifica di Bloomberg che mette a confronto 163 Paesi, collocandoci al primissimo posto davanti a nazioni come Islanda, Svizzera, Singapore, Australia. Ed ancora, secondo il Food Travel Monitor, studio internazionale sul turismo enogastronomico, siamo tra la prime mete al mondo per il turismo del gusto. Ecco allora perché per l’Italia è importante investire nel turismo enogastronomico di qualità. Un turismo in linea con le tendenze attuali in cui la personalizzazione del prodotto prevale sulla standardizzazione. L’enogastronomia diviene allora strumento per la scoperta e la valorizzazione dei territori meno conosciuti, delle loro tradizioni e della loro cultura. L’Italia è una delle mete enogastronomiche maggiormente apprezzate dal turista straniero: secondo i dati elaborati dalla Banca d’Italia nel 2015 sono stati oltre 920 mila i viaggiatori stranieri che hanno visitato l’Italia per una vacanza enogastronomica, in crescita del 5,9% rispetto al 2014 e dell’11,6% rispetto al 2012. In aumento anche i pernottamenti, nel 2015 pari a 1, 3 milioni, +10,4% rispetto al 2014 e +34,7% rispetto al 2012. Anche la spesa degli stranieri per una vacanza all’insegna dell’enogastronomia, pari nel 2015 a 192 milioni di euro, dimostra l’ottimo stato di salute del settore che segue un trend di crescita notevole dal 2012 ad oggi (+54,8%) e incide sempre di più sulla spesa turistica complessiva dei turisti stranieri in viaggio nel nostro Paese. Secondo l’Osservatorio Nazionale delle Filiere del Turismo – dati Unioncamere-Sicamera, quella enogastronomica è una delle principali motivazioni che spingono il turista, sia italiano che straniero, a scegliere di intraprendere un viaggio. Il 50,3% dei turisti enogastronomici è di nazionalità estera.
Francia, Germania e Regno Unito sono i principali bacini di origine della domanda straniera mentre i nostri connazionali provengono prevalentemente da Lombardia, Lazio e Veneto.
Ma come può essere definito esattamente un Food Traveller? Dalla ricerca Food Travel Monitor 2016 emergono ben 13 profili PsicoCulinari del Turista Enogastronomico internazionale. Questa classificazione è basata sulle auto definizioni degli stessi Food Travellers, che si possono identificare anche in più di un profilo culinario. Troviamo: l’Autentico, alla ricerca di cibi e bevande preparati secondo le ricette e le tradizioni locali; l’Innovativo, che ama sperimentare e cercare nuove cose; l’Eclettico, alla ricerca di una grande varietà di esperienze; il Social, alla ricerca di esperienze social legate al food, per incontrare amici e trascorrere del tempo con la propria famiglia; il Locale, che cerca ristoranti e bar rigorosamente del posto, che possono variare dal bar al ristorante; il Biologico, alla ricerca di ristoranti biologici in cui le origini delle ricette hanno la stessa importanza del menu; il Gourmet, alla ricerca di ristoranti gourmet; l’Avventuroso, alla ricerca di cerca cibi e bevande unici, piatti lontani dalle proprie abitudini alimentari; il Budget, che privilegia opzioni low-budget; l’Esteta, in cerca di una esperienza dove l’ambiente ha la precedenza sul cibo; il Vegetariano, in cerca di ristoranti e cibo vegetariani e/o vegani; il Trendy, cerca esperienze legate al cibo, trendy e alla moda. (a cura di Antonella Guerra)





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