L’arte del pedalare: non importa “quale” ma “come”!

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Non è necessaria una bici di ultimo modello, o da prestazioni eccezionali, per saggiare l’arte del pedalare. Bisogna capire bene cosa significa viaggiare a pedali, ma anche semplicemente pedalare senza una destinazione, con la mente vuota, lasciandosi riempire dalle sensazioni di tutto ciò che offre madre natura, e non solo.




La vita è una questione di equilibrio, proprio come in bici

Una “due ruote” qualsiasi può cambiare il mondo, anche una “graziella”. Dalle bici d’epoca alle nuovissime bici da corsa, tutte fanno parte di un’unica famiglia, e non importa se sia più veloce o più leggera per fare cicloturismo. Il fondatore di Italy Bike Friendly, con la sua cara fat bike nonchè del suo collega Guida di MTB citato più volte sui nostri canali Maurizio Deflorian, offre una reale dimostrazione di come una bicicletta, seppur con le ruote più grosse e pesanti, sia in grado di generare avventure magnifiche. La meraviglia di questo mezzo semplicissimo è quella di poterci accompagnare dovunque, e persino di viaggiare fino all’altro capo della Terra, oltre a tutti i benefici che ne conseguono, soprattutto per la salute. L’invenzione più grande riguarda l’atteggiamento pratico verso un mondo visto dal sellino, vivendo la bici come una parte di se stesso, un prolungamento del proprio corpo. Così come Einstein ha scalato vette intellettuali, la bicicletta può elevare l’uomo al di sopra della vita frenetica, migliorando l’esistenza. Due ruote, e quel che si vede attraverso i loro raggi, è tutto ciò che occorre per ritrovare il giusto equilibrio della propria vita, occultando i problemi, con la stessa tolleranza di un cieco e l’innocenza di un bambino, su un paio di copertoni capaci di accarezzare i contorni della crosta terrestre. La vita è tutta una questione di equilibrio, proprio come stare sulla bici!





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