I Campi Flegrei e la bicicletta

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A nord di Napoli, è lì che è situato il Parco Regionale dei Campi Flegrei. Il sito è prettamente di origine vulcanica, le terre emerse lungo tutto il periodo di smottamenti ed eruzioni hanno fatto in modo di disegnare con montagne e laghi, un paesaggio da far incantare i migliori poeti e letterati sia del presente che del passato. Il tutto accompagnato da vedute mozzafiato al confine con il golfo napoletano.




Un luogo che è a metà tra mitologia e realtà.

Un luogo pieno di storie affascinanti. Si narra addirittura che Lucifero abbia deciso di usare uno dei laghi come porta per l’inferno; qui la terra fuma e l’odore dello zolfo è sempre nell’aria e le mitologie Greche sono sempre molto attuali.
Di attività all’aperto se ne possono fare davvero tante: trekking, passeggiate, kayak, ma soprattutto il ciclismo!
Infatti è proprio del legame tra questo posto e la bicicletta è ciò di cui vi voglio parlare. Negli ultimi due anni ho sviluppato tantissimi itinerari diversi in questo posto, l’ho girato in lungo e in largo, dal mare ai monti, lungo i parchi archeologici, perso fra le foreste e le dune di sabbia. Uno dei percorsi turistici più completo è quello dei “Cinque Laghi”, con partenza da Napoli per poi finire a Cuma.
Una pedalata molto tranquilla con poche pendenze. Naturalmente in principio c’è bisogno di attraversare Napoli. Dal lungomare in direzione nord troveremo la collina di Posillipo ed il suo bellissimo Parco Virgiliano, da lì potremo ammirare la bellezza del Golfo Puteolano, Nisida con Ischia E Procida ne fa da padrone, facendoti perdere il respiro mentre ammiri il panorama.
In discesa, si va verso Pozzuoli costeggiando sempre il mare, con soli 17 km siamo già nel capoluogo dei Campi Flegrei, da lì in poi i laghi non sono lontani.

Infatti dopo pochi chilometri siamo subito a Lucrino con i suoi 2 laghi, l’omonimo Lago Lucrino ed Il Lago D’Averno.
Il primo ha un bacino naturale con acqua salata e nell’antichità veniva usato per scopo di lucrum cioè lucro, con allevamenti di pesci ed ostriche.

A spasso sul cratere

Il secondo invece è totalmente diverso, il suo nome deriva dall’antica parola Avernus che dal Greco significa “senza uccelli”. Si narra, infatti, che le acque del lago esalassero dei particolari gas che allontanavano gli animali. Si è scoperto poi, che le acque del Lago D’averno con il tempo sono andate a riempire un cratere vulcanico spiegando quindi il famoso mistero, anche se oggi è un posto molto rigoglioso sia di fauna che di flora.
Entrambi i laghi sono completamente percorribili in bicicletta tramite un percorso misto asfalto e terra battuta.
Invece per raggiungere il terzo lago, quello di Miseno c’è bisogno di percorrere un po’ di asfalto. Passando da Baia a Bacoli si viene a contatto diretto con siti archeologici all’aperto, anzi si è quasi totalmente circondati. Anfiteatri, vecchi mercati e mura Romane ci fanno compagnia lungo tutto il percorso, mentre il Castello di Baia controlla imponente dall’alto con il suo bellissimo tufo giallo.

A 27-28 km dalla partenza ci si trova A Bacoli. L’attrazione principale del posto è uno specchio d’acqua limpido ed incontaminato, sullo sfondo case basse, campanili e piccoli porticcioli. Il Lago Miseno è al 90% percorribile tramite una bellissima lingua di pista ciclabile/pedonale in terreno battuto e pontili in legno. Trovandosi al centro del paese si possono usufruire di tutti i comfort cittadini, ma con in più un atmosfera rilassante. Non c’è bisogno di andare molto lontano per raggiungere il lago successivo, sì, perché a circa 3-5 km saremo sulla sponda del lago Torrefumo. Più che lago è una lingua d’acqua circondato da sabbia, piccolo ma non meno bello degli altri. Si trova a ridosso del mare, sotto la scogliera del Monte di Procida, tra Miliscola ed il porticciolo di Acqua Morta. Per arrivarci non è la cosa più semplice. Ci sono 2 possibilità di percorso, ma in entrambi i casi consiglio di salire all’apice del Monte di Procida per deliziarsi della veduta del golfo dal punto più alto dei Campi Flegrei.
Il lago Torrefumo è circondato da molti canneti e macchia mediterranea: nell’aria l’odore del mare è inebriante e la vista dell’isola di Procida è una goduria per qualsiasi osservatore. Gozzetti di pescatori e reti sono ovunque nel porticciolo. Ed alla vista dell’isolotto di San Martino ti sale un desiderio di vivere in un luogo del genere assaporando la vita in maniera semplice.
Lasciandoci alle spalle questi luoghi affascinanti, prendiamo direzione nord, verso il pontile di Torregaveta per il quinto ed ultimo lago.

Il lago Fusaro si è formato grazie alla chiusura di una porzione di mare fra le frazioni Torregaveta e Cuma. Nell’antichità era identificato come Palude Infernale. Qui fu fatto costruire, per ordine di Ferdinando IV Di Borbone Re Di Napoli un casino di caccia e pesca, progettato da Vanvitelli, la Casina Vanvitelliana.


Una piccola casetta su 3 livelli di forma ottagonale con un pontile in legno che la collega alla terra ferma. Luogo pieno di fascino e cultura, molti gli ospiti illustri che ne fecero uso in passato, mentre è diffusa nel luogo la convinzione che essa sia stata la casa della Fata dai capelli turchini nel celebre sceneggiato Le avventure di Pinocchio.
Il lago Fusaro come il precedente è percorribile in bici per la maggior parte del perimetro su terriccio. Molto grande e molto bello, specialmente verso il tramonto, quando il sole si specchia basso nell’acqua e le nasse dei coltivatori di cozze diventano chiazze puntiformi.

Gli eterni Greci

A questo punto della giornata abbiamo coperto all’incirca 45-50 km ma la nostra meta finale Cuma non è molto lontana.
Lasciato il Fusaro, tramite una bella strada poco trafficata possiamo dirigerci verso la nostra meta, e che meta!
Potrei dire mille cose belle su Cuma, cominciare oggi e finire domani. Luogo ricco di storia. Pensate che Cuma fu uno dei luoghi preferiti dagli antichi Greci ed a circa 80 metri sul livello del mare sorge l’antico tempio di Giove con il suo parco archeologico.
Circondata da una foresta ricca di pineti e dune sabbiose, la macchia mediterranea è ovunque, una flora molto ricca, ed una fauna molto selvaggia. Dalla spiaggia si vede chiaramente l’isola di Ischia e molto spesso si incontrano persone a cavallo. Insenature nella roccia sono i segni di vecchie armerie di guerra, magazzini e punti di osservamento.
A questo punto il nostro giro dei 5 laghi si conclude, loghi di partenza ed arrivo unici al mondo. Spero solo di avervi trasmesso quello che io provo ogni volta che sono in bicicletta per questi posti.
Ringrazio vivamente per il tempo trascorso a leggere questo articolo, Napoli come Pozzuoli, Cuma, Baia sono dei luoghi che porto nel cuore. Testi e foto a cura di Salvatore Di Stadio (Guida di MTB dell’Accademia Nazionale di Mountain Bike)

Se vuoi contattare direttamente la Guida: Salvatore Di Stadio: +39.342.1879877 – Ride a Bike Naples





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