Cos’è il cicloturismo?

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Il cicloturismo: un nuovo modo per vivere i territori in modo sostenibile

cicloturismoL’Enit, in un suo studio sul mercato cicloturistico in Europa, definisce il cicloturismo come “il turismo praticato viaggiando in bicicletta”. Un modo alternativo per avvicinare “luoghi e persone”, attraverso viaggi itineranti o gite giornaliere, senza motivazioni agonistiche, lungo percorsi prevalentemente facili, su strade a scarso traffico o riservate alle biciclette (ciclopiste).
La proposta turistica del cicloturismo si caratterizza per due elementi: la velocità dello spostamento e la meta dello spostamento. Per quanto riguarda il primo aspetto il cicloturismo propone, la differenza dei mezzi di trasporto tradizionalmente utilizzati per i viaggi, uno spostamento ad una velocità a misura d’uomo; esso è, per sua natura, un turismo slow, intendendo come “lentezza” anche un impiego responsabile e consapevole delle risorse turistiche, ma – cosa ancor più importante – sostenibile, perché consente di godere del rapporto diretto con l’ambiente, preservandolo.
Nel caso del cicloturismo dunque, non si può più parlare di un viaggio che è la sommatoria di uno spostamento e di uno “stare” in un determinato luogo ma, potremmo invece dire che il “viaggio coincide con lo spostamento”: esso consente infatti di “vivere” i percorsi, apprezzandone non solo le singolarità ambientali o culturali emergenti, ma permettendo di entrare in un contatto più profondo con il paesaggio, sia esso naturale o urbano, con la sua cultura e la sua tradizione. Il carattere di assoluta originalità della proposta cicloturistica è dunque quello che sostituisce alla tradizionale “meta turistica”, il “percorso”: l’atto stesso dello spostarsi in un territorio, osservandolo e “conoscendolo”, sostandovi in maniera più o meno programmata per il ristoro, la visita o il pernottamento, costituisce il cuore e l’essenza stessa della proposta turistica.




Cos’è il cicloturismo?  Qual è la sua valenza?

Al cicloturismo può essere attribuita una duplice valenza: sociale e culturale ed economica. Il cicloturismo contribuisce ad incrementare l’uso della bicicletta anche negli spostamenti quotidiani, divenendo così strumento di diffusione di comportamenti virtuosi. Esso inoltre valorizza le zone attraversate, anche quelle marginali rispetto alle migrazioni turistiche di massa, esercitando ricadute positive sulle economie locali e favorendo la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.
La bicicletta dunque può essere considerata importante strumento per ridurre le emissioni e promuovere politiche di sostenibilità. Questa valenza trova pieno riconoscimento nei più importanti Studi e Documenti sul turismo sostenibile. Nel 2007, il Tourism Sustainability Group (TSG), nel Rapporto “Azione per un turismo europeo più sostenibile”, individua la bicicletta quale mezzo di trasposto sostenibile per fini turistici. Anche la “Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree protette”, associazione volontaria gestita dalla Federazione Europarc, che unisce 107 aree protette di 13 Paesi Europei, prevede che “I clienti saranno incoraggiati ad utilizzare al massimo i trasporti collettivi o a scoprire l’area protetta in bicicletta o a piedi o mediante altri mezzi non inquinanti. Questa politica riguarderà sia l’accesso alla struttura turistica, sia gli spostamenti nell’Area Protetta”, e ancora “Si realizzeranno attività di promozione per incoraggiare l’utilizzo di trasporti collettivi, si a per l’accesso all’Area protetta sia per gli spostamenti entro i suoi confini. Ridurre la circolazione dei veicoli sarà una priorità, così come promuovere l’uso di biciclette e gli spostamenti a piedi”.
Le ricadute positive legate alluso della bicicletta, sia per gli spostamenti verso le località di destinazione che all’interno delle stesse, si rilevano immediatamente. Infatti, a parità di flusso, una destinazione che presenta una connotazione cicloturistica può generalmente vantare:

La riduzione del traffico veicolare, delle emissioni di anidride carbonica e solforosa e dell’inquinamento acustico;

L’abbassamento dell’indice di affollamento turistico;

L’incremento delle aree e dunque della mobilità pedonale, anche come effetto indiretto delle politiche connesse alla promozione dell’uso della bicicletta;

Un incremento dell’ attrattività della destinazione stessa.

L’articolo è un estratto del Rapporto “Isole Egadi a pedali, a remi, a piedi”. Realizzato da Vivilitalia, a cura di Antonella Guerra.





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